venerdì 13 gennaio 2012




Una sera, dopo una lunga malattia, Katz, un gatto nero con la punta della coda bianca che viveva nel centro Zen di Cambridge morì. La figlia di sette anni di uno degli allievi di Dae Soen Sa Nim era rimasta molto toccata dalla morte del gatto. Dopo la sepoltura e le recitazioni a Buddha Amitābha, la bambina andò ad un intervista formale con DSSN.
DSSN disse: “Hai qualche domanda?”
Gita rispose: “Si. Cos’è successo al gattino? Dov’è andato?”
DSSN disse: “Da dove sei venuta?”
“Dalla pancia della mia mamma.”
“Da dove è venuta tua madre?”
Gita rimase in silenzio.
DSSN disse: “Tutto nel mondo viene dalla stessa fonte. È come in un forno. Lì vengono sfornati diversi biscotti – leoni, tigri, elefanti, case, uomini. Hanno tutti diversi nomi e forme ma sono tutti fatti della stessa pasta ed hanno tutti lo stesso sapore. Per questo, tutte le cose che vedi – un gatto, un uomo, un albero, il sole, il pavimento qui – sono in verità lo stesso.”
“Cosa sono?”
“Gli uomini gli danno tanti nomi diversi, ma difatti non hanno nessun nome. Pensi, allora tutte le cose hanno diversi nomi e diverse forme. Non pensi e tutto è lo stesso. Non ci sono parole e nomi. Gli uomini fanno le parole. Un gatto non dice ‘io sono un gatto’. Gli uomini dicono ‘questo è un gatto’. Il sole non dice ‘il mio nome è sole’. Sono gli uomini a dire ‘questo è il sole’. Quindi se qualcuno ti chiedesse - cos’è questo questo? -, come risponderesti?”
“Non dovrei avere bisogno di nessuna parola.”
DSSN disse: “Molto bene! Non dovresti aver bisogno di nessuna parola. Allora, qualcuno ti chiede – cos’è Buddha? – quale sarebbe una buona risposta?”
Gita rimase immobile.
DSSN disse: “Adesso chiedilo tu a me.”
“Cos’è Buddha?”
DSSN batté sul tavolo.
Gita rise.
DSSN disse: “Adesso lo chiedo io a te: Cos’è Buddha?”
Gita batté sul tavolo.
“Cos’è Dio?”
Gita batté sul tavolo.
“Chi sei tu?”
Gita batté sul tavolo.
“Molto bene!. Da qui viene tutto nel mondo. Tu e Buddha e Dio e tua madre e tutto il mondo siete lo stesso.”
Gita rise.
DSSN disse: “Hai ancora una domanda?”
“Non mi hai ancora detto dov’è andato il gattino.”
DSSN si inchino leggermente a Gita, la guardò negli occhi e le disse: “Tu hai già capito.”
Gita disse: “Oh!” e batté sul tavolo; dopodiché rise.
DSSN disse: “Molto, molto bene! Così dovresti rispondere ad ogni domanda. Questa è la verità.”
Gita s'inchinò ed uscii. Mentre apriva la porta, si voltò ancora una volta e disse: “Ma quando sono a scuola non risponderò così. Darò risposte normali.”
DSSN rise.
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A proposito di morte e affini....
Ho avuto notizia dell'ictus che ha colpito un mio vecchio compagno di classe , medico e scrittore di gialli, e oggi Taino scriveva sulla possibilità di rimanere colpiti da qualche male quando meno ce lo aspettiamo....lui aggiunge :alla nostra età!
In effetti più passa il tempo e più si sente che il corpo non reagisce più come una volta(per una corsa a freddo con mio figlio mi sono beccato uno strappo muscolare per 10 giorni)e la consapevolezza che si è già superata la boa di metà vita è sempre più forte.
La morte c'è, ma al contempo non c'è....
Io sono io e quindi muoio , ma io sono anche il tutto e quindi come potrei morire?
Se dico che muoio sbaglio, se dico che non muoio anche....e allora che dire?
Nel dubbio saluto tutti e ringrazio.....poi si vedrà!

2 commenti:

  1. ti ringrazio anche io.....di sicuro non ci rivedremo con la stessa faccia...............anche se dobbiamo ancora vederci con questa :D

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  2. Nel lungo viaggio della vita bisogna imparare a perdere lungo la strada qualcosa che si porta con sè. Rimanendo però felici perchè si ha avuto la fortuna di poterne godere e non tristi per averla persa. Questo vale per le cose, ma anche e soprattutto per le persone che se ne vanno.

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