mercoledì 11 gennaio 2012



Un leone fu catturato e rinchiuso in un campo di concentramento dove, con sua grande sorpresa, trovò altri leoni che erano lì da anni, alcuni anche da tutta la vita, in quanto erano nati lì dentro.
Presto imparò a conoscere le attività sociali dei leoni del campo.
Si riunivano in gruppi. Un gruppo era costituito da individui desiderosi di socializzare; un altro si occupava di organizzare spettacoli; un altro ancora di attività culturali, in quanto il suo scopo era quello di conservare i costumi, le tradizioni e la storia del tempo in cui i leoni erano liberi;
altri gruppi erano religiosi e si riunivano prevalentemente a cantare canzoni commoventi
che parlavano di una futura giungla priva di recinzioni; alcuni gruppi attiravano quanti erano
letterati ed artisti per natura; altri ancora erano rivoluzionari e si riunivano per complottare
contro i loro carcerieri o contro altre associazioni di rivoltosi. Ogni tanto scoppiava una rivoluzione,
un gruppo veniva sopraffatto da un altro, oppure venivano uccise tutte le guardie e poi sostituite
da altre.

Guardandosi attorno, il nuovo venuto osservò un leone che sembrava sempre assorto nei suoi pensieri, un tipo solitario che non apparteneva a nessun gruppo e in genere se ne stava lontano
da tutti. C’era in lui qualcosa di strano che suscitava l’ammirazione e l’ostilità generale, poiché
la sua presenza incuteva timore e diffidenza.
Egli disse al nuovo arrivato: “Non unirti a nessun gruppo. Questi poveri sciocchi si danno da fare per tutto, meno per ciò che è essenziale”.

“E che cos’è ?” domandò l’altro.
“Esaminare la natura della recinzione”
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Eugenio mi manda questa storia....
Credo che in pochi si sforzino di esaminare la natura della nostra recinzione mentale ed esistenziale e questo è assai triste...
Mi auguro che la crisi e le stangate che ci attendono nei prossimi mesi , riducendo il nostro potere di acquisto ci spingano ad allontanarci dall'Homo consumisticus che siamo, per ritrovare le nostre vere radici...
Ritornare all'essenziale....questo è lo scopo del cammino spirituale, poi ad ognuno il piacere della scoperta di cosa è veramente essenziale

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